Adriano Benzi

Adriano Benzi

Ruolo Associativo: Socio

Tel: 330470060
Email: benzi.adriano@mclink.it
Indirizzo: via Piave,34 -Acqui Terne (AL), (I)

Chi sono. Quando, come e perchè

Sono un imprenditore metalmeccanico di Acqui Terme, appassionato di arte e collezionista da sempre, in particolar modo di stampe originali storiche e contemporanee.

  • Nel 2001 ho editato il catalogo “Labirinti e dintorni”, incisioni di Toni Pecoraro.
  • Dal 2002 al 2011 ho ideato e organizzato le mostre di Casa Felicita a Cavatore, ospitando artisti prestigiosi come Armando Donna, Mario Calandri, Giacomo Soffiantino, Francesco Tabusso, Sergio Saroni, Fernando Eandi, Piero Ruggeri, Enrico Paulucci, Francesco Casorati.
  • Grazie all’esperienza accumulata nella collezione di ex libris, di menu, e piccole opere d’arte in genere, ho potuto collaborare ad importanti mostre alle Biblioteche Braidense di Milano Queriniana di Brescia.
  • Nel 2015 ho curato la mostra “Menu Arte con Gusto” a Palazzo Robellini di Acqui Terme.
  • Nel 2016 con Rosalba Dolermo ho curato la mostra “I Menu Raccontano – storie in tavola” a Palazzo Robellini di Acqui Terme.
  • Gestisco il marchio “VECCIANTICO-AB- COLLEZIONISMO” che racchiude collezioni d’arte in generale tramite i i siti http://www.vecchiantico.com/ e http://www.mostre-vecchiantico.com/
  • Nel 2017 con Rosalba Dolermo ho curato la mostra “Romano Levi – artista e poeta” a Palazzo Robellini di Acqui Terme.
  • Nel 2018 con Rosalba Dolermo ho curato la mostra “Pubblicità Publicité” a Palazzo Robellini di Acqui Terme.
  • A Biella, nell’Aprile 2019 con Rosalba Dolermo ho curato l’edizione aggiornata della mostra “Pubblicità Publicité” per Fondazione Cassa Risparmio di Biella.
  • Nel 2019 con Rosalba Dolermo ho curato la mostra “Maestri Contemporanei-grafica a confronto” a Palazzo Robellini di Acqui Terme.
  • Sto preparando per l’estate 2020 la mostra “Mario Calandri- il ritorno” per Palazzo Robellini di Acqui Terme e a seguire nel Salone Riccadonna di Canelli
  • Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2011.
  • Faccio parte dei “Cento Amici del libro”
  • Sono socio Rotary dal 1993.
  • Consultore dell’Accademia Italiana della Cucina delegazione di Alessandria dal 1995.
  • Socio ONAV dal 2000.
  • Sono iscritto ai Cavalieri delle Terre di Marengo dal 2018.

Ho citato le associazioni cui faccio parte, solo per collegarmi al fatto che per le varie conviviali che vengono fatte, mi occupo di creare il cartoncino menu appropriato.
A tal proposito scrive il critico Gianfranco Schialvino ….. Quando ci sediamo a tavola per un pranzo, conosciamo il nostro ospite, il ristorante, lo chef. La lista delle vivande, quella la leggiamo sul menu… Ma chi mai avrà pensato alla presentazione grafica del menu? ………. sappiamo che c’è sempre un appassionato d’arte, di progettazione grafica, di curiosità che per gli incontri conviviali trova, costruisce o disegna il cartoncino più appropriato.

…………… in queste associazioni c’è chi i menu li crea, ogni volta inventati per l’occasione, li commissiona agli amici artisti, li sceglie tra mille proposte e idee: è Adriano Benzi — ben coadiuvato dalla moglie Rosalba Dolermo —, che da anni agli incontri conviviali della varie associazioni sforna i suoi menu, sempre nuovi e sempre diversi, ne chiede le immagini agli amici pittori, fruga negli archivi della sua ricca e corposa collezione e li stampa per tutti gli associati e gli ospiti che siedono a tavola.. E buon appetito!

La collezione

La mia collezione di menu, circa 1000 pezzi, con particolar riguardo ai menu Reali Casa Savoia, primo novecento e fascismo, ma non solo, parte dal 1845 e arriva fino agli ultimi anni del 1900.
La maggior parte italiani, ma anche europei, francesi soprattutto e oltreoceano. Una buona quantità di pezzi é in seta o tessuto similare. In ogni caso mi dedico a collezionare menu di eventi, tralasciando, se non per particolari pezzi, i menu -lista vivande prezzario- dei ristoranti.

Si scrive menù o menu?

Cosa scegliere tra “menù” e “menu”? Si possono scrivere in entrambi i modi. Iniziamo col dire che il termine deriva da quello francese “menu” (quindi senza accento), comparso per la prima volta nella lingua scritta italiana nel 1877. La forma “menu” viene utilizzata sia in ambito gastronomico sia in quello informatico, per indicare, in quest’ultimo caso, la lista delle possibili opzioni offerte da un programma. Come sempre nei casi di dubbi linguistici, ci affidiamo a dei buoni dizionari: su Treccani.it, troviamo la forma non accentata. Sul dizionario Garzanti, invece, è segnalato “menù”, anche se viene giustamente indicata l’etimologia del termine, il quale, come abbiamo già detto, deriva dal francese “menu”, che indica qualcosa di minuto e particolareggiato (la forma al femminile è “menue”). Sul Grande Dizionario Hoepli troviamo la forma non accentata, “menu”. Infine, pure sul Dizionario della lingua italiana De Mauro è segnalata la forma “menu”, anche se non manca la variante accentata, che, tuttavia, rimanda nella definizione a quella non accentata. Vi sembra di fare confusione? Assolutamente no, in primo luogo perché, comunque vogliate scrivere il termine, la pronuncia è sempre la stessa, sia in caso di “menù” sia di “menu”. Poi, anche nei più autorevoli dizionari italiani c’è discordanza, tra chi propone la forma accentata, “menù”, e chi quella non accentata, “menu”: qualcuno rimane fedele alla forma originale del termine, altri la segnalano solo nella nota etimologica, preferendo la forma “menù”. Insomma, se siete indecisi tra “menù” e “menu”, scegliete liberamente di scrivere entrambe.

Le pubblicazioni di e sui menù

Come mia abitudine, le mie varie collezioni sono oggetto di mostre in spazi pubblici ma mai a carattere commerciali, con ingresso gratuito e corredate il catalogo.
Nel caso dei menu ho pubblicato:

“Carte in Tavola” 2014
Biblioteca Nazionale Braidense – Milano
A cura di G. Schialvino e Adriano Benzi
Brossura cm 24 x 17, pagine 96 con 215 immagini a colori di menu a partire dal 1850.
Edito in occasione della mostra di menù alla Biblioteca Nazionale Braidense – Milano.
Tiratura limitata a 600 copie.

“MENU arte con gusto” 2015
A cura di Adriano Benzi, menu dal 1850 al 1999
Catalogo della mostra ad Acqui Terme dal 12 Luglio al 30 Agosto 2015
In brossura in 4° cm 30 x 21, pagine 208, riprodotti a colori circa 300 menu con didascalie.

“Menu CARTE IN TAVOLA”
A cura di Gianfranco Schialvino e Adriano Benzi. Menu dal 1859 ai giorni nostri
Catalogo della mostra alla Biblioteca Civica Queriniana Brescia 2015
In brossura cm 22×22, pagine 62, riprodotti a colori circa 70 menu con didascalie

“I MENU RACCONTANO – storie in tavola”
a cura di Adriano Benzi e Rosalba Dolermo. Menu dal 1845 al 2015
Catalogo della mostra ad Acqui Terme dal 16 Luglio al 4 Settembre 2016
Brossura in 4° cm 30 x21 pag. 208, riprodotti a colori circa 300 menu con didascalie

Interessi gastronomici

Appassionato di cucina d’autore e vivendo in Piemonte, una regione particolarmente ricca di vini e materie prime di qualità non ho che l’imbarazzo della scelta. Credo nelle scelte della Guida Michelin ed in merito riporto quanto scritto dalla “Guidatorino” Il Piemonte spicca sicuramente tra le regioni italiane per la sua eccellenza di vini e per le sue tradizioni culinarie. Una cucina ricca e dai sapori forti. La guida Michelin premia questa regione ogni anno con i tanti ristoranti stellati che propongono la cucina tipica piemontese in chiave moderna e tanti altri piatti cucinati con prodotti d’eccezione e con maestria da chef di grande livello. 
Nella Guida Michelin del 2020, il Piemonte si riconferma in seconda posizione tra tutte le regioni italiane con diversi nuovi nomi (otto dei quali a Torino che raggiunge così il suo record assoluto) e un totale di 46 ristoranti stellati di cui un 3 stelle (il ristorante Piazza Duomo ad Alba), quattro 2 stelle e ben 41 ristoranti con 1 stella).
Avendone provati una buona parte, posso garantire ottimo rapporto prezzo-qualità. Non mi sbilancio in altri giudizi, e non mi resta che consigliarli

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